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Salario o dividendo: come remunerare il dirigente di una SA o di una Sagl?

La scelta giusta non consiste nel sostituire l’uno con l’altro, ma nel remunerare separatamente il lavoro, il capitale e il rischio, senza indebolire l’AVS né la liquidità.
19 febbraio 2026 di
JBP
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Il salario remunera il lavoro del dirigente. Il dividendo remunera il capitale investito dall’azionista. Per chi ricopre entrambi i ruoli, la scelta giusta raramente consiste nell’eliminare l’uno a favore dell’altro: occorre costruire una ripartizione difendibile, fiscalmente coerente e compatibile con la previdenza e la liquidità della società.

In breve

  • Il salario è in linea di principio deducibile dall’utile della società se corrisponde a una prestazione effettiva e resta conforme al mercato. È interamente tassato presso il dirigente ed è soggetto alle assicurazioni sociali.
  • Il dividendo è prelevato da un utile o da riserve distribuibili dopo le imposte. Non è deducibile dalla società ed è in linea di principio soggetto a un’imposta preventiva del 35%.
  • Con una partecipazione di almeno il 10%, il dividendo è tassato parzialmente: nella misura del 70% per l’imposta federale diretta e, nel Canton Vaud, del 70% se appartiene alla sostanza privata.
  • Un salario insolitamente basso combinato con un dividendo manifestamente sproporzionato può indurre la cassa AVS a riqualificare una parte del dividendo come salario.
  • Viceversa, un salario eccessivo versato all’azionista dirigente può essere ripreso fiscalmente come distribuzione dissimulata di utile.

Il presente articolo è stato preparato per la pubblicazione del 20 febbraio 2026. Una verifica giuridica è stata effettuata il 1° settembre 2026; non sono stati individuati cambiamenti sostanziali che incidano sui principi esposti di seguito.

Due redditi che non remunerano la stessa cosa

In una SA o una Sagl, la società è giuridicamente distinta dall’azionista o dal socio. Il dirigente attivo può quindi essere contemporaneamente dipendente della società e titolare di diritti di partecipazione. Questa doppia qualità non autorizza però a rinominare liberamente un reddito secondo l’etichetta più vantaggiosa.

Il salario deriva dal rapporto di lavoro o dalla funzione di organo. Remunera i compiti svolti, la responsabilità assunta, il grado di occupazione, l’esperienza e i risultati. Il dividendo deriva dalla detenzione del capitale: spetta all’azionista perché ha investito e sopporta il rischio economico.

Criterio Salario Dividendo
Che cosa remuneraIl lavoro e la funzioneIl capitale e il rischio dell’azionista
Presso la societàOnere deducibile se giustificato dall’uso commerciale, più oneri del datore di lavoroDestinazione dell’utile dopo le imposte, non deducibile
Presso il dirigenteReddito da attività tassato al 100%, fatte salve le deduzioni applicabiliReddito della sostanza, con imposizione parziale se la partecipazione raggiunge il 10%
Assicurazioni socialiAVS/AI/IPG, AD nei limiti legali, LPP, infortuni e altri oneri secondo il casoNessun contributo su un effettivo rendimento del capitale
DisponibilitàPuò essere versato periodicamente, anche sotto forma di bonusRichiede capitale proprio distribuibile e una regolare decisione societaria
Formalità principaliSalari, conteggi sociali, certificato di salario, eventuale imposta alla fonteConti, proposta di destinazione dell’utile, verbale e imposta preventiva

Il salario: deducibile, assicurato e interamente imponibile

Un salario conforme al mercato costituisce in linea di principio un onere giustificato dall’uso commerciale. Riduce quindi l’utile imponibile della società. Anche i contributi del datore di lavoro legati a questa remunerazione sono sostenuti dal datore di lavoro secondo le regole applicabili.

Per il dirigente, il salario lordo è un reddito da attività lucrativa dipendente. I contributi AVS/AI/IPG ammontano complessivamente al 10,6%, ripartiti a metà fra datore di lavoro e dipendente. L’assicurazione contro la disoccupazione aggiunge il 2,2%, anch’esso ripartito a metà, fino a un salario annuo assicurato di CHF 148’200. Si aggiungono in particolare gli assegni familiari a carico del datore di lavoro, l’assicurazione infortuni, la previdenza professionale e, secondo i contratti, l’assicurazione d’indennità giornaliera. Il costo esatto supera quindi il solo salario lordo.

Questo onere sociale non è soltanto un costo. Il salario alimenta il conto individuale AVS e, secondo il piano previdenziale, la LPP e le coperture decesso e invalidità. Nel 2026, l’accesso alla previdenza professionale obbligatoria avviene in linea di principio oltre un salario annuo di CHF 22’680, fatte salve le eccezioni legali e il regolamento della cassa.

Che cosa offre anche il salario

  • un reddito mensile regolare, utile per le spese private e spesso per una pratica ipotecaria;
  • una base assicurata in caso di pensionamento, invalidità, decesso, infortunio o disoccupazione, nei limiti propri di ogni regime;
  • la possibilità di organizzare una previdenza LPP adeguata e, se del caso, riscatti fiscalmente deducibili;
  • una separazione più chiara fra le esigenze private del dirigente e la capacità di distribuzione della società.

Il dividendo: un utile distribuito dopo le imposte

Il dividendo non può essere versato soltanto perché il conto bancario della società è ben fornito. Deve basarsi su un utile risultante dal bilancio o su riserve costituite a tale scopo. Occorre considerare le perdite riportate e le attribuzioni obbligatorie alle riserve. L’assemblea generale degli azionisti o dei soci decide poi la destinazione dell’utile sulla base dei conti e della proposta dell’organo competente.

A differenza del salario, il dividendo non è un onere della società. L’utile ha già subito l’imposizione a livello della SA o della Sagl, poi il dividendo è tassato come reddito presso l’azionista: è la doppia imposizione economica. L’imposizione parziale ne attenua l’effetto per le partecipazioni qualificate, senza eliminarlo.

Partecipazione di almeno il 10%: quale parte del dividendo è imponibile?

Per l’imposta federale diretta, il 70% del dividendo lordo entra nel reddito imponibile quando i diritti di partecipazione rappresentano almeno il 10% del capitale azionario o sociale. Nel Canton Vaud, la quota è anch’essa del 70% per una partecipazione detenuta nella sostanza privata e del 60% se appartiene alla sostanza commerciale. Sotto la soglia del 10%, il dividendo è in linea di principio interamente imponibile.

Un’imposizione al 70% non significa un’imposta del 70%. Significa che il 70% del dividendo si aggiunge agli altri redditi soggetti alla tariffa del contribuente. L’importo finale dipende quindi in particolare dal domicilio fiscale, dallo stato civile, dagli altri redditi, dalla sostanza e dalle deduzioni.

L’imposta preventiva del 35% non riduce il dividendo da dichiarare

La società deve in linea di principio trattenere il 35% del dividendo lordo e versarlo all’Amministrazione federale delle contribuzioni nell’ambito della procedura applicabile. Per un beneficiario domiciliato in Svizzera, questa imposta di garanzia viene normalmente rimborsata o computata se il dividendo e la partecipazione sono dichiarati correttamente e le altre condizioni sono soddisfatte.

Esempio del meccanismo, senza pretendere di calcolare la scelta migliore

Un’assemblea decide un dividendo lordo di CHF 40’000 a favore di un dirigente domiciliato nel Canton Vaud che detiene le quote nella propria sostanza privata:

  • versamento immediato al dirigente: CHF 26’000;
  • imposta preventiva versata dalla società: CHF 14’000;
  • dividendo lordo da dichiarare dal dirigente: CHF 40’000;
  • se la partecipazione raggiunge il 10%, importo che entra nella base imponibile vodese e federale: CHF 28’000.

I CHF 14’000 non sono automaticamente persi: sono in linea di principio recuperabili se il reddito e la relativa sostanza sono dichiarati regolarmente. Questo esempio non comprende l’imposta sull’utile già pagata dalla società, la tariffa personale né gli effetti della previdenza.

Il rischio principale: sostituire artificialmente il salario con un dividendo

I dividendi costituiscono in linea di principio un rendimento del capitale non soggetto ai contributi AVS. La cassa di compensazione può tuttavia discostarsi dalla qualificazione adottata quando sono soddisfatte due condizioni: il dirigente non percepisce alcun salario o un salario insolitamente basso per il lavoro svolto e il dividendo è manifestamente sproporzionato rispetto al capitale investito.

L’analisi del salario considera in particolare il mansionario, il livello di responsabilità, le competenze, l’esperienza, il grado di occupazione, le dimensioni e la situazione dell’impresa, l’evoluzione delle remunerazioni e i salari praticati nel settore. Il calcolatore Salarium può fornire un’indicazione, ma non sostituisce un confronto adeguato alla funzione effettiva del dirigente.

Per valutare il rendimento del capitale, le direttive AVS si riferiscono generalmente al valore fiscale dei titoli. Un dividendo pari o superiore al 10% di tale valore è presunto sproporzionato. Questa soglia non è né un limite legale assoluto né una garanzia: è un indicatore utilizzato insieme all’esame del salario.

Esempio di zona a rischio

Un dirigente lavora a tempo pieno. Una remunerazione di mercato ragionevolmente documentata sarebbe di circa CHF 120’000. La società gli versa CHF 45’000 di salario e CHF 80’000 di dividendo. Il valore fiscale della partecipazione è di CHF 300’000: il rendimento raggiunge il 26,7%.

Sono presenti entrambi i segnali d’allarme: salario potenzialmente troppo basso e dividendo superiore al 10% del valore fiscale. La cassa può esaminare una ripresa fino al livello del salario usuale, con contributi retroattivi e interessi. Il risultato dipenderà comunque dai fatti e dalle prove; l’esempio non costituisce un automatismo di tassazione.

Il punto di vista opposto: un dividendo elevato non basta sempre

La società e il dirigente possono sostenere che il salario è già conforme al mercato, producendo il contratto, la descrizione della funzione, il grado di attività, dati comparabili e lo storico delle remunerazioni. Il Tribunale federale ha ammesso che, quando il salario è adeguato, un dividendo elevato non può essere riqualificato per il solo fatto che il rendimento del capitale appare importante. Le due sproporzioni devono essere esaminate cumulativamente.

Questa difesa è nettamente più solida quando è stata documentata prima del controllo. Ricostruire a posteriori un mansionario eroico e un grado di attività approssimativo lascia talvolta alla cassa un’impressione meno lirica.

Il rischio opposto: un salario eccessivo

Fissare un salario molto elevato non offre una libertà illimitata. Se la remunerazione supera quanto una società avrebbe accordato a un terzo indipendente nelle stesse circostanze, l’autorità fiscale può considerare l’eccedenza una distribuzione dissimulata di utile. La parte eccessiva viene allora reintegrata nell’utile imponibile della società e può comportare conseguenze per l’azionista e in materia di imposta preventiva.

L’autorità deve esaminare l’insieme delle circostanze e non può semplicemente sostituire le proprie preferenze salariali a quelle dell’impresa. Può tuttavia basarsi sulla funzione, sulle remunerazioni comparabili, sui risultati, sulle dimensioni della società e sulla documentazione disponibile. Una remunerazione variabile o un bonus dovrebbe quindi poggiare su una logica scritta e comprensibile, non soltanto sull’utile che si desidera far scomparire al 31 dicembre.

Il metodo pratico per fissare la combinazione giusta

  1. Descrivere la funzione effettiva. Documentare i compiti, le responsabilità, il grado di occupazione, l’esperienza, il potere decisionale e l’eventuale sostituzione.
  2. Stimare una fascia salariale di mercato. Usare dati comparabili, lo storico dell’impresa e, come indicatore complementare, gli strumenti statistici disponibili.
  3. Verificare la protezione sociale. Misurare l’impatto sull’AVS, sulla LPP, sulle coperture decesso e invalidità, sugli infortuni, sulle indennità giornaliere e sulla capacità di riscatto.
  4. Controllare l’utile distribuibile. Assicurarsi che i conti siano affidabili, che perdite e riserve siano state trattate e che il capitale proprio consenta legalmente la distribuzione.
  5. Preservare la liquidità. Un utile contabile non è necessariamente disponibile in banca. Occorre mantenere i mezzi per pagare imposte, salari, fornitori, investimenti e scadenze di finanziamento.
  6. Simulare l’onere complessivo. Confrontare insieme società e dirigente: imposta sull’utile, oneri sociali, imposta sul reddito, imposta preventiva recuperabile, LPP ed effetti del Cantone di domicilio.
  7. Decidere e formalizzare. Contratto o decisione di remunerazione, conteggi salariali, certificato di salario, conti annuali, verbale dell’assemblea e dichiarazione dell’imposta preventiva devono raccontare la stessa storia.

Quando privilegiare l’uno o l’altro?

Situazione Orientamento generalmente coerente
Dirigente attivo a tempo pieno, con necessità di un reddito privato regolareSalario stabile corrispondente alla funzione, poi eventuale dividendo sull’eccedenza distribuibile
Società giovane, utile volatile o liquidità tesaRemunerazione compatibile con i mezzi dell’impresa; dividendo prudente o differito
Società matura, capitale proprio solido, salario di mercato già versatoCombinazione di salario e dividendo, dopo simulazione e decisione regolare
Necessità di rafforzare la previdenza o le coperture dei rischiEsaminare il salario assicurato e il piano LPP prima di aumentare il dividendo
Azionista puramente passivo, senza lavoro per la societàDividendo normale; un salario senza prestazione sarebbe difficilmente giustificabile

Gli errori da evitare

  • fissare un salario simbolico senza analizzare il valore del lavoro svolto;
  • trattare la soglia del 10% del valore fiscale come una regola automatica o un diritto acquisito;
  • confrontare salario lordo e dividendo lordo senza integrare l’imposta sull’utile e gli oneri del datore di lavoro;
  • distribuire un dividendo soltanto sulla base della liquidità, prima di verificare il capitale proprio distribuibile;
  • dimenticare la trattenuta e i termini dell’imposta preventiva;
  • trascurare la previdenza, l’invalidità e le esigenze di reddito regolare del dirigente;
  • modificare bruscamente la ripartizione salario-dividendo senza spiegazione economica né documentazione;
  • versare «anticipi» privati in conto corrente con l’idea di decidere successivamente se fossero salario o dividendo.

Come Delta Conseil SA può accompagnarvi

Delta Conseil SA può elaborare una simulazione complessiva per la società e il dirigente, documentare una remunerazione di mercato, verificare l’impatto sui salari e sulla previdenza, preparare la destinazione del risultato e coordinare le formalità relative al dividendo e all’imposta preventiva. L’obiettivo non è trovare un rapporto universale, ma una soluzione coerente con la funzione, i conti, il Cantone di domicilio e le esigenze private.

Parlare con un consulente

Prudenza

Il risultato dipende fortemente dal Cantone e dal Comune di domicilio, dalla situazione familiare, dal piano LPP, dall’età, dal valore fiscale dei titoli, dalla partecipazione detenuta, dagli altri redditi e dalla capacità distributiva della società. Gli azionisti domiciliati all’estero, i dividendi asimmetrici, i gruppi societari e i conti correnti degli azionisti richiedono un’analisi specifica.

Domande frequenti

Esiste un salario minimo obbligatorio per il dirigente azionista?

Non esiste un importo o una percentuale federale unica applicabile a tutti i dirigenti. Il salario va valutato in relazione alla funzione e al mercato, fatto salvo un eventuale contratto collettivo o salario minimo cantonale applicabile. Per l’AVS, il punto centrale è stabilire se la remunerazione sia insolitamente bassa rispetto al lavoro effettivamente svolto.

Posso versarmi soltanto dividendi?

Un azionista passivo può naturalmente ricevere un dividendo senza salario. Per un dirigente che lavora effettivamente nella propria società, l’assenza di salario, soprattutto combinata con una distribuzione importante, crea un rischio di riqualificazione AVS e lascia anche lacune previdenziali. La situazione va documentata prima del versamento.

L’imposta preventiva del 35% è persa?

Per una persona domiciliata in Svizzera, viene in linea di principio rimborsata o computata se il dividendo lordo e la relativa sostanza sono dichiarati regolarmente e le condizioni legali sono soddisfatte. Per una persona domiciliata all’estero, il rimborso dipende in particolare dalla convenzione contro la doppia imposizione applicabile.

Si può versare un dividendo ogni mese?

Un dividendo ordinario si basa generalmente sui conti annuali e su una decisione dell’assemblea. Il diritto svizzero permette anche dividendi intermedi sulla base di conti intermedi e a condizioni formali. Bonifici mensili improvvisati non diventano dividendi per la sola descrizione bancaria.

Un bonus è trattato come un dividendo?

No. Un bonus che remunera il lavoro resta un salario: è imponibile come reddito da attività ed è soggetto ai contributi sociali. Può essere deducibile per la società se giustificato commercialmente e correttamente contabilizzato. Una remunerazione variabile eccessiva accordata all’azionista può tuttavia essere oggetto di ripresa fiscale.

Fonti ufficiali

Ultima verifica giuridica: 20 febbraio 2026.

Avvertenza

Questa pubblicazione è fornita a titolo informativo e non costituisce una consulenza giuridica, fiscale, contabile o finanziaria individuale. La situazione deve essere valutata alla luce delle circostanze concrete e del diritto applicabile al momento della decisione.

Per maggiori informazioni, consultate le nostre Note legali e avvertenze.

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