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Certificato di salario 2025: gli errori da evitare per datore di lavoro e dipendente

Datori di lavoro e dipendenti: i controlli prima della consegna del certificato e della presentazione della dichiarazione d’imposta.
23 gennaio 2026 di
JBP
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Il certificato di salario non riassume soltanto dodici buste paga. Attesta tutte le prestazioni versate dal datore di lavoro: salario, bonus, indennità, vantaggi in natura, contributi, imposta alla fonte e rimborsi spese. Una piccola casella spuntata male può modificare la dichiarazione fiscale del dipendente; una prestazione dimenticata può esporre il datore di lavoro a una rettifica.

Per il 2025, la buona prassi consiste nel riconciliare il certificato con la contabilità salariale, i conteggi mensili e le decisioni prese durante l’anno. Il dipendente, da parte sua, dovrebbe controllarlo prima di riportare gli importi nella dichiarazione d’imposta.

In breve

  • Il certificato deve riportare tutte le prestazioni e tutti i vantaggi valutabili in denaro legati al rapporto di lavoro.
  • Nel Canton Vaud, il datore di lavoro consegna una copia al dipendente e trasmette una seconda copia all’ACI entro il 28 febbraio 2026.
  • Gli errori frequenti riguardano il veicolo aziendale, le caselle F e G, i bonus, le spese, i contributi LPP e l’imposta alla fonte.
  • Il dipendente non corregge personalmente il modulo: chiede al datore di lavoro un certificato rettificativo.
  • Un errore materiale corretto rapidamente non ha la stessa portata di un’omissione intenzionale; la buona fede non elimina però la necessità di rettificare.

Chi deve allestire il certificato ed entro quando?

Ogni datore di lavoro deve rilasciare un certificato di salario a ciascun dipendente, anche per un’attività accessoria, una funzione di amministratore o l’impiego di personale domestico. Non esiste un importo minimo generale. L’eccezione principale riguarda la procedura di conteggio semplificata: la cassa di compensazione rilascia allora la propria attestazione.

Il certificato copre l’anno civile e deve essere allestito immediatamente quando il collaboratore lascia l’impresa o decede. In linea di principio si rilascia un solo certificato per datore di lavoro e per anno. Se eccezionalmente ne servono più di uno, ciascuno deve precisare al punto 15 il numero totale di documenti, per esempio «un certificato di salario su due».

Nel Canton Vaud è richiesto il modulo federale con codice a barre 2D. La trasmissione all’autorità può avvenire tramite software certificato Swissdec o su carta con il modulo ufficiale; l’invio di un semplice PDF via e-mail non è ammesso. Il termine per il 2025 scade il 28 febbraio 2026. Negli altri Cantoni occorre verificare separatamente regole di invio diretto e termini.

I dieci errori più frequenti

1. Riprendere il salario di base senza riconciliare l’intero anno

Il punto 1 non si limita al salario contrattuale. Comprende in particolare assegni familiari, commissioni, premi regolari, indennità di funzione, picchetto, notte o domenica, nonché indennità giornaliere versate dal datore di lavoro. Il totale deve essere riconciliato con i conti salariali e i dodici conteggi mensili, considerando la tredicesima e le correzioni retroattive.

2. Dimenticare un vantaggio in natura

Alloggio, abbonamento generale senza necessità professionale, assicurazione privata pagata dall’impresa o vantaggio concesso a una persona vicina possono costituire una prestazione salariale accessoria. Per un veicolo aziendale utilizzabile privatamente, il forfait ordinario è dello 0,9% al mese del prezzo d’acquisto IVA esclusa, equipaggiamenti compresi, con un minimo di CHF 150 al mese.

Esempio: veicolo acquistato per CHF 43’000 IVA esclusa. Quota privata mensile: CHF 387. Importo annuo da dichiarare al punto 2.2: CHF 4’644. Per un leasing, la base è il prezzo d’acquisto in contanti IVA esclusa indicato nel contratto, non la somma dei canoni.

3. Spuntare, o dimenticare, le caselle F e G

La casella F segnala che il dipendente non sostiene le spese di tragitto casa-lavoro, in particolare quando un veicolo aziendale è messo a disposizione senza un contributo sufficiente del dipendente. La casella G riguarda in particolare mensa, buoni pasto e determinate indennità per pasti. Queste caselle non aggiungono meccanicamente reddito, ma influenzano le deduzioni richiedibili. Spuntarle «per abitudine» è quindi una falsa buona idea.

4. Classificare il bonus nel punto sbagliato

Bonus, premi d’ingaggio, indennità di partenza e premi di fedeltà sono prestazioni non periodiche da dichiarare al punto 3. La tredicesima contrattuale appartiene invece al punto 1. La ripartizione è particolarmente importante quando il rapporto di lavoro non è durato tutto l’anno, perché può influenzare il calcolo fiscale.

5. Dedurre troppo, o troppo poco, per le assicurazioni sociali

Il punto 9 riporta la quota del dipendente AVS/AI/IPG/AD e AINP effettivamente trattenuta. I contributi del datore di lavoro non vi figurano. I premi dell’assicurazione infortuni complementare e i contributi per l’indennità giornaliera di malattia a carico del dipendente non sono deducibili nel calcolo del salario netto del certificato; possono però essere indicati al punto 15. Nel Canton Vaud, il contributo per perdita di guadagno in caso di malattia può poi essere fatto valere nella dichiarazione fiscale secondo le regole cantonali.

6. Mescolare contributi LPP ordinari e riscatti

I contributi ordinari del secondo pilastro trattenuti sul salario figurano al punto 10.1; i riscatti trattenuti sul salario al punto 10.2. Un riscatto pagato direttamente dal dipendente all’istituto di previdenza non viene iscritto dal datore di lavoro: è attestato separatamente dalla cassa pensioni.

7. Trattare un rimborso spese come un’indennità salariale

Le spese professionali rimborsate non vanno confuse con le indennità che coprono spese private o il tragitto casa-lavoro. Quando sono rispettate le condizioni delle istruzioni, ossia giustificativi, limiti ammessi e spostamento professionale reale, spesso basta spuntare il punto 13.1.1 senza indicare il totale. In caso contrario, gli importi rimborsati devono essere dichiarati. I forfait mensili o annuali devono sempre essere indicati e restare vicini alle spese effettive.

8. Dimenticare il telelavoro o lo spazio di coworking rimborsato

Il rimborso effettivo, su giustificativo, di un posto di lavoro esterno, come ufficio a domicilio, coworking o infrastruttura, deve essere indicato al punto 13.1.2 con l’importo e la dicitura «Spese per il luogo di lavoro esterno». La corrispondente indennità forfettaria rientra nel punto 13.2.3. Il trattamento può differire se un regolamento spese approvato copre precisamente la situazione.

9. Sottovalutare il punto 15 «Osservazioni»

Questo campo documenta in particolare un regolamento spese approvato, più certificati per lo stesso anno, un impiego a tempo parziale, determinate partecipazioni dei collaboratori o indennità giornaliere non versate dal datore di lavoro. Una menzione utile evita che l’autorità o il dipendente interpretino una differenza come un’omissione.

10. Correggere il vecchio certificato anziché emettere un rettificativo

La correzione deve assumere la forma di un nuovo certificato completo. Nel Canton Vaud, il punto 15 deve precisare che «annulla e sostituisce il certificato di salario emesso in data …». Se l’originale è stato trasmesso tramite Swissdec, occorre attivare il codice di sostituzione. Modificare manualmente il PDF già consegnato crea due versioni concorrenti, esattamente ciò che si vuole evitare.

Il controllo da effettuare dal dipendente

Il dipendente non dispone sempre della contabilità del datore di lavoro, ma può svolgere un efficace controllo di coerenza:

  • verificare identità, indirizzo, periodo di attività e numero di certificati ricevuti;
  • riconciliare il salario lordo con buste paga, tredicesima, bonus e indennità;
  • controllare il veicolo aziendale e le caselle F e G;
  • confrontare i contributi sociali e LPP con i totali annuali;
  • verificare l’imposta alla fonte trattenuta e i rimborsi spese;
  • leggere il punto 15, troppo spesso ignorato benché spieghi le particolarità.

Una differenza non è necessariamente un errore: alcuni rimborsi spese compaiono soltanto tramite una casella spuntata, mentre altri importi sono ripartiti separatamente. La buona prassi è chiedere al datore di lavoro il dettaglio del calcolo prima di concludere che il software salariale abbia preso un’iniziativa artistica.

Che cosa fare quando si scopre un errore?

  1. Identificare precisamente la rubrica contestata e riunire buste paga, decisioni sui bonus, conteggi spese o attestazioni interessate.
  2. Chiedere per iscritto al datore di lavoro il calcolo e, se necessario, un certificato rettificativo.
  3. Non modificare personalmente il certificato e non riportare consapevolmente un importo manifestamente falso.
  4. Se la dichiarazione non è ancora stata presentata, attendere il rettificativo o chiedere una proroga.
  5. Se la dichiarazione è già stata trasmessa, comunicare rapidamente il nuovo certificato all’autorità fiscale. Se è già stata notificata una decisione di tassazione, occorre esaminare senza indugio termini e rimedi giuridici.

Quali sono i rischi per datore di lavoro e dipendente?

Per il dipendente, un certificato errato può comportare un reddito imponibile scorretto, una deduzione rifiutata, un nuovo calcolo dell’imposta alla fonte o una richiesta di documenti. Per il datore di lavoro, l’assenza del certificato o indicazioni false possono portare a sanzioni secondo LIFD, LAID e, nei casi gravi, Codice penale. Anche chi abbia intenzionalmente facilitato una sottrazione può essere chiamato a rispondere.

Occorre però distinguere le situazioni. Un errore di inserimento isolato, documentato e corretto spontaneamente non equivale a un falso intenzionale. Viceversa, qualificare sistematicamente elementi salariali come «spese» senza giustificativi né un regolamento difendibile sarà difficile di fronte all’autorità fiscale. La sostanza economica prevale sull’etichetta usata nei salari.

Come Delta Conseil SA può accompagnarvi

Delta Conseil SA può controllare la coerenza fra salari, contabilità, assicurazioni sociali e certificati di salario, trattare i vantaggi in natura e i rimborsi spese, poi preparare le rettifiche necessarie. Per il dipendente, possiamo verificare il certificato prima dell’allestimento della dichiarazione d’imposta e individuare i documenti da chiedere al datore di lavoro.

Parlare con un consulente

Prudenza

Il modulo è armonizzato a livello svizzero, ma le modalità di trasmissione all’autorità e alcune deduzioni nella dichiarazione restano cantonali. Situazioni internazionali, partecipazioni dei collaboratori, regolamenti spese, espatriati e rettifiche dell’imposta alla fonte richiedono spesso un’analisi specifica.

Domande frequenti

Occorre allestire un certificato per un salario molto basso?

Sì, in linea di principio indipendentemente dall’importo. Nella procedura di conteggio semplificata è però la cassa di compensazione a rilasciare l’attestazione al contribuente.

Quando va consegnato il certificato 2025?

Deve essere consegnato abbastanza presto da permettere al dipendente di compilare la dichiarazione. Nel Canton Vaud, la copia destinata all’ACI deve pervenire entro il 28 febbraio 2026. In caso di partenza durante l’anno, il certificato viene allestito immediatamente.

Il dipendente può correggere personalmente l’importo?

No. Deve chiedere al datore di lavoro un certificato rettificativo completo. Se la dichiarazione è già stata presentata, trasmette poi il rettificativo all’autorità fiscale con una breve spiegazione.

Tutti i rimborsi spese devono apparire in franchi?

No. Quando sono soddisfatte le condizioni ufficiali per le spese effettive, può bastare una casella al punto 13.1.1. I forfait periodici, alcune spese per un posto di lavoro esterno e gli importi fuori dalle condizioni devono invece essere indicati.

Un certificato automatizzato deve essere firmato?

I certificati allestiti in modo interamente automatizzato possono essere rilasciati senza firma. Altrimenti, il documento deve essere firmato e identificare la persona responsabile del suo allestimento.

Fonti ufficiali

Ultima verifica giuridica: 23 gennaio 2026.

Avvertenza

Questa pubblicazione è fornita a titolo informativo e non costituisce una consulenza giuridica, fiscale, contabile o finanziaria individuale. La situazione deve essere valutata alla luce delle circostanze concrete e del diritto applicabile al momento della decisione.

Per maggiori informazioni, consultate le nostre Note legali e avvertenze.

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